Prosecco superiore, il più stappato fra Natale e Capodanno

di Roberta 0

A un anno dal riconoscimento della docg, il Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene conferma il  momento di grande  popolarità che sta vivendo, facendo registrare in questi giorni di festa un incremento delle vendite del 50%  rispetto agli altri mesi dell’anno.

Le festività vedono protagonista lo spumante più destagionalizzato d’Italia nelle versioni “Preziose” come il Cartizze , cru dell’area di Conegliano Valdobbiadene, dove i vigneti sfiorano la quotazione di un milione di euro.

Perfetto a fine pasto, si abbina a fois gras, ostriche e cibi piccanti. Su tutte le pietanze delicate o come aperitivo c’è chi sceglie la versione Brut, Extra Dry e Dray. Fra i più richiesti, peraltro, ci sono le versioni maxi: bottiglie magnum (1,5 l), Jeroboam (3 l). Oltre ai grandi formati, a fare tendenza è pure il formato Small da 0,375 l : tra il 2009 e il 2010 la produzione è raddoppiata. Questo formato sta sempre più diffondendosi per rispondere alle esigenze di un consumo moderato e moderno.

I numeri del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, denominazione storica del prosecco, sono di tutto rispetto: 60.000 bottiglie, 2913 viticoltori, 166 case spumantistiche, un giro d’affari di 380 milioni di euro. Nel territorio storico di produzione del Prosecco, si evidenzia la creazione di un modello imprenditoriale unico nel panorama nazionale. Oggi  lo spumante Conegliano è presente in oltre 50 Paesi. Il primo mercato si conferma la Germania con il 33,3%; seguita dalla Svizzera (19,4%) e dagli Stati Uniti (9,8%), ma crescono anche i mercati minori.

Non a caso, nel Regno Unito, i prossimi anni saranno ricordati come la “Prosecco Decade“. Questo vino, infatti, sta vivendo un vero e proprio boom ed è apprezzato per un sacco di buone ragioni: proviene da un territorio specifico e limitato, ha un gusto gradevole, prezzo non troppo elevato  e un’immagine sofisticata e positiva, associata a aggettivi come smart, cool, easy. Sempre più aprrezzato anche dal consumatore italiano che, come rilevato dal vice presidente Eurisko, Paolo Anselmi, in questo momento di crisi guarda con sempre maggiore attenzione ai piccoli piaceri quotidiani, enogastronomia in testa. Tra i piccoli riti che si recuperano in tempo di crisi, il rito della socialità e dell’aperitivo la fanno da padrone e in questo il Prosecco superiore è senz’altro il re.

Tra Natale e Capodanno si è stimato che verranno stappate più di 10.000.000 bottiglie, un dato significativo che dimostra come la denominazione storica stia divenendo un’ambasciatrice dello stile italiano nel mondo, capace di competere con le migliori denominazioni francesi. Per chi volesse saperne di più, può consultare il sito del Consorzio per la Tutela Conegliano Valdobbiadene : www.prosecco.it

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