Ecopesce, il progetto che trasforma il pesce povero in ricchezza

di Fabiana Commenta

Scarti e pesci poveri riacquistano la propria dignità e si trasformano in una vera propria ricchezza: è questo l’obiettivo di Ecopesce, il progetto che si fonda sul recupero e sul valore del lavoro del pescatore promosso dall’imprenditore Roberto Casali a capo dell’azienda “Economia del mare” di Cesenatico. 

pesce azzurro

L’idea del riciclo arriva dalla possibilità di poter valorizzare i pesci generalmente considerati poveri e di scarsa dignità o magari che semplicemente non vanno di moda come ad esempio l’orata, il branzino, il tonno o i gamberi oppure recuperare gli scarti di pesci più nobili che sarebbero altrimenti destinati al cestino. 

D’altra parte anche il mercato del pesce può vivere di una certa sostenibilità considerando che l’unica soluzione è di pescare meno e meglio. 

L’idea di Ecopesce è anche quella di utilizzare tutte le parti del pesce, di lavorare anche specie ittiche anche non di tendenza considerando che delle 700 specie ittiche in Italia generalmente ne utilizziamo solo 25. 

Ecopesce propone tanti piatti diversi, i ravioli con polpa di scarto, i totani con le patate, la piadina con filetto di cefalo, ma anche la burrata e la cipolla caramellata, le polpettine di pesce eil sugo di scarti di pesce e briciole di pasta avanzate dalla lavorazione dei ravioli come spiega i fondatore via Ansa. L’idea è di trasformare il pesce di stagione in piatti appetitosi esaltando il sapore di quello che generalmente viene scartato anche dai grossisti. 

Attualmente la filiera di Ecopesce lavora filetti, polpa di pesce, sughi grazie all’aiuto di macchine  che riescono a lavorare il pesce piccolo dell’Adriatico e per il momento sta rifornendo ristoranti e supermercati della zona.