Cibo spaziale, alla scoperta della cucina in microgravità

di Daniele Pace 0

Certo, non si può immaginare di essere vicini alle patate che vengono coltivate su Marte, come si può notare all’interno del film “The Martian”, ma in realtà il cibo per gli astronauti ha fatto numerosi passi in avanti nel corso degli ultimi anni. In realtà, in molti non ci pensano nemmeno, ma sopra le nostre teste, ogni giorno, c’è qualche astronauta che sta cucinando e mangiando nello spazio, proprio sulla ISS, ovvero la Stazione Spaziale Internazionale.

Cosa mangiano gli astronauti?

Come detto, il cibo per gli astronauti ha fatto dei passi in avanti da gigante nel corso degli ultimi tempi. Insomma, dai primi voli in orbita di Jurij Gagarin ne è passata di acqua sotto i ponti. In quel caso, gli astronauti dell’Unione Sovietica erano costretti a mangiare dei tubetti di pappette che non avevano alcun tipo di gusto.

Le cose sono cambiate già dal programma Apollo in avanti, quando si sono allungate anche le tempistiche di permanenza in orbita, con gli astronauti che hanno cominciato il processo di avvicinamento verso un consumo di alimenti più simile rispetto a quello che avviene sulla Terra nella vita di tutti i giorni. Non tutti sanno, tra l’altro, che per colpa della microgravità, viene modificata non solo la distribuzione dei fluidi corporei, ma anche la percezione del gusto del cibo spaziale.

I requisiti da soddisfare

Il cibo spaziale per astronauti deve soddisfare dei requisiti ben precisi, come ad esempio quella della conservabilità. I pasti vengono decisi da qualcun altro? No, sono gli astronauti stessi che li scelgono, tenendo conto di come vengano realizzati e poi spediti sulla ISS addirittura diversi mesi prima della loro permanenza programmata. La sterilizzazione avviene in autoclave, per poi essere conservati all’interno di sacchetti di alluminio oppure in delle lattine. Tra le principali caratteristiche di questo cibo troviamo sicuramente il fatto di avere una shelf-life pari a 18-24 mesi. Interessante notare, invece, come l’acqua sia oggetto di un riciclo costante, sfruttando appositi processi di distillazione e di filtrazione.

Gli astronauti hanno la possibilità di decidere tra due proposte di menu di cibo spaziale, una ispirata ai piatti russi e l’altra a quelli americani. Giusto per fare un esempio, ciascun astronauta può anche decidere di tenere a bordo dei piatti bonus personalizzati. Parmitano ha scelto la caponata e le lasagne, che vengono preparati direttamente dalla startup italiana Argotec, che ha sfruttato il momento per togliere i veli alla linea di space food per terrestri Ready To Lunch, invitando un po’ tutti a provare il cibo che viene consumato nello spazio.

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