Caffè, arriva anche in Italia lo specialty coffee

di Fabiana 0

Il mondo del caffè si evolve e cambia allineandosi quasi al vino in termini di parametri che ne possano valutare la qualità. Si chiama “specialty coffee” ed è l’ultima tendenza nata nel Regno Unito e in Germania per approdare in Italia.

Buone pratiche agricole, qualità dei terreni coltivati, raccolta e la selezione manuale dei chicchi che ora vengono macinati direttamente bancone della caffetteria diventano i nuovi parametri di giudizio per valutare la qualità effettiva di un caffè. 

A garanzia della qualità del prodotto, arriva il caffè specialty, ma anche certificati e raccolti a mano seguendo criteri di qualità, sostenibilità e anche la tracciabilità del prodotto. 

Anche in Italia è disponibile da qualche tempo la sezione Italiana della SCAE (SCAE Specialty Coffee Association of Europe) con sede in Inghilterra che vede la presenza di esperti italiani che promuovono non solo la conoscenza, ma anche la cultura approfondita dei caffè artigianali. 

A celebrare l’artigianalità del nuovo caffè in Italia ci sono circa una decina di locali: indispensabile anche la capacità del barman che non deve essere improvvisato e che “lavora” non più sulla macchina a leva ma ad estrazione.

Insomma, fare un buon caffè diventa una vera e propria scienza che consente di ottenere un prodotto dalla tostatura più leggera che è consigliabile non zuccherare. L’idea di partenza è che il caffè è una vera e propria pianta e come tale va ripensata: deve essere seguita e assecondata la stagionalità e la geografia dei raccolti perché ogni piantagione è particolare e ogni lavorazione conferisce un sapore particolare. In questo modo non si ha più un solo caffè, ma ci hanno a disposizione molti caffè con sapori tutti diversi.

 

photo credits | thinkstock

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