Nuova proposta tra i migliori vini rosati oggi in Italia

Un viaggio tra i migliori vini rosati è necessario oggi. Le Marche, da sempre scenario di grandi produzioni di vini, presentano una tradizione piuttosto libera ed eterogenea per quanto concerne il mondo dei rosati. Qui vige una forte libertà di espressione, anche perché di base la produzione dei rosati non è così elevata in questa regione.

migliori vini rosati
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Alcune dritte sui migliori vini rosati

Sebbene dominino il Montepulciano e il Sangiovese, esistono isole felici come Morro d’Alba (con l’uva Lacrima) e Pergola (con l’Aleatico). Tuttavia, la vera notizia che scuote il settore è l’ascesa del Mun dell’azienda La Calcinara, che con l’annata 2025 sancisce il suo ingresso nella neonata DOCG Conero Rosato. Il passaggio dalla classificazione generica “Marche Rosato IGT” alla DOCG rappresenta una svolta epocale per Ancona e il suo comprensorio, legando indissolubilmente il vitigno Montepulciano al territorio.

Dietro questo successo ci sono i fratelli Paolo ed Eleonora Berluti. Figli d’arte, la loro famiglia vinificava Rosso Conero già nel 1968, i due enologi hanno scelto di tornare sulle colline di Candia dopo esperienze internazionali, cercando una dimensione produttiva più intima e artigianale. Nel 2007 nasce la loro cantina, un progetto fondato su una “giudiziosa follia” (omaggio a Erasmo da Rotterdam) che rifiuta le omologazioni.

La loro filosofia è rigorosa: agricoltura biologica e biodinamica, fermentazioni spontanee e interventi minimi in cantina. Il tutto deve avvenire in maniera quanto più naturale possibile, senza nessun tipo di contaminazione esterna. Il massiccio del Conero e la vicinanza dell’Adriatico creano un microclima ideale, dove i terreni calcarei e la ventilazione marina proteggono la salute dei filari. Tra i 14 ettari vitati dell’azienda spicca il Montepulciano, anima del Mun.

Questo vino, premiato dalla guida BereBene 2026 del Gambero Rosso per l’eccezionale rapporto qualità-prezzo (sotto i 20 euro), è un rosato in purezza che affina sei mesi in acciaio sulle fecce fini. Le uve provengono dai suoli bianchi calcarei di via Calcinara e dai vigneti di Sirolo, affacciati direttamente sul mare. L’annata 2024 conferma il Mun come il miglior rosato regionale, sfiorando i massimi riconoscimenti nazionali.

Alla vista si presenta chiaro e luminoso; al naso offre un bouquet complesso di frutti rossi, erbe aromatiche e note minerali. Il sorso è fragrante, sapido e dotato di una struttura capace di evolvere nel tempo senza perdere energia. Con il Mun, i fratelli Berluti dimostrano che attraverso la visione, la ragione e un pizzico di follia, il Montepulciano può dare vita a rosati di respiro internazionale, capaci di raccontare la gastronomia e l’identità marchigiana con inaspettata eleganza.