Le migliori annate per i vini italiani

di Cecilia Morello 3

Non serve essere esperti di vino, sommelier od enologi, per conoscere l’importanza dell’annata. Il medesimo vino di due annate diverse può cambiare sapore decisamente e di conseguenza anche qualità. Per annata si intende l’anno in cui viene raccolta l’uva: il suo andamento è influenzato principalmente dalla situazione metereologica, al punto che è possibile stabilire che un vino non sarà eccellente anche prima che sia imbottigliato.

Ovviamente il meteo favorevole o no riguarda delle zone circoscritte: un annata pessima per il Barolo, prodotto in Piemonte, potrebbe essere ottima per un Nero D’Avola siciliano.

L’annata influisce molto sul valore economico del vino: una annata non proprio esaltante può fare sì che vini generalmente non alla portata di tutti arrivino sul mercato con un nome diverso e con prezzi più modesti, per non “rovinarne la reputazione”. Il vino del 2005 di Tenuta San Guido non è il celebre Sassicaia, bensì Le Difese: un Sassicaia del 2004, una delle sue migliori annate di sempre, costa circa 135 euro, un Le Difese 2004 solo 16 euro, perchè proveniente da un’annata meno completa, ma allo stesso tempo è un’ottima occasione per gustare un vino prodotto con il know how di chi ha creato il Sassicaia e proveniente dal solito territorio.


In generale possiamo dire che una delle peggiori annate degli ultimi tempi è il 2002, anche se è andata un po’ meglio per il Barbaresco e l’Amarone. Neanche il 2005 si è distinta per eccellenza, soprattutto per quanto riguarda certi rossi; mentre sono comunemente apprezzate le annate 1990, 1997 e 2004..

Ma come abbiamo detto il fattore annata dovrebbe essere analizzato per zone circoscritte, per cui parliamo delle regioni. Prendiamo due delle regioni più rappresentative per i vini (che non si offendano le altre, sono anche quelle che conosco meglio!):
  • Piemonte: un ottimo 2004 contrasta con altre annate meno “eclatanti”. Il 2003 è stato troppo caldo per il Barolo, meglio scegliere un più “stagionato” 2001. Destinato ad essere ricordato il 2004 per i Barbaresco, i Barbera ed i Nebbioli.
  • Toscana: il 2002 è in assoluto l’anno peggiore, soprattutto per il Brunello di Montalcino, mentre anche qui il 2001 ha messo a segno degli ottimi risultati. Senza dubbio il 2004 è l’anno del Chianti, mentre l’anno precedente era stato da dimenticare. 2004 anche per la zona di Bolgheri, patria di alcuni dei vini più pregiati italiani. Ma come già detto proprio queste cantine hanno commercializzato l’anno dopo prodotti più modesti dal punto di vista economico e quindi alla portata di tutti, ma molto piacevoli da bere.

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