La classifica dei cocktail più bevuti al mondo nel 2025

Nella classifica dei cocktail più bevuti al mondo, ecco che il Negroni si riconferma al vertice per il quinto anno consecutivo. Sebbene la sua consacrazione globale sia recente, il suo DNA è internazionale sin dal 1919. Nato a Firenze dall’intuizione del conte Cammillo Negroni, che chiese al barista Fosco Scarselli di “rinforzare” il suo Americano con del gin, scoperto durante i suoi viaggi tra Londra e gli Stati Uniti, il drink unisce la tradizione dell’aperitivo italiano al gusto anglosassone per il distillato di ginepro.

cocktail più bevuti al mondo
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Il ranking sui cocktail più bevuti al mondo

Il successo fu immediato, dando vita a innumerevoli varianti. Tra le più celebri spicca il Negroni Sbagliato (nato nel 1972 al Bar Basso di Milano sostituendo il gin con lo spumante), il Negroni Svegliato di Salvatore Calabrese con caffè espresso, e il contemporaneo White Negroni con liquore alla genziana.

Nonostante le evoluzioni, il segreto resta nel bilanciamento perfetto: un terzo per ognuno dei tre ingredienti. Secondo la classifica di Drinks International, il secondo posto è occupato dal Margarita, simbolo dell’unione tra Messico e Stati Uniti attraverso l’agave, il lime e il sale sul bordo del bicchiere. Medaglia di bronzo per l’Old Fashioned, classico newyorkese che conquista chi ama la dolcezza arrotondata del whisky.

Fuori dal podio, ma eterno “re” della miscelazione, troviamo il Martini. Più che un drink, è un rito avvolto nel mistero, dove le proporzioni tra gin (o vodka) e vermouth dry definiscono l’identità di chi lo beve: dal “cenno” alla bottiglia di Churchill alla tecnica in and out. Una sua variante moderna, l’Espresso Martini, creato a Soho negli anni ’80 per “svegliare e stordire” una top model, è diventato un fenomeno pop globale.

Al quinto posto resiste il Daiquiri, capolavoro cubano di rum, lime e zucchero: una sfida di semplicità ed equilibrio che Hemingway rese immortale. In questa classifica dei cocktail più bevuti al mondo non poteva di certo mancare il nostro amato Spritz. Il successo globale dello Spritz testimonia il trionfo dell’aperitivo italiano. La sua ricetta “3-2-1” e i colori vibranti (dall’arancio dell’Aperol al rubino del Select) lo hanno reso il drink più fotogenico e accessibile.

Similmente, il Paloma, a base di tequila e soda al pompelmo, cavalca la moda dei long drink freschi e dolci, trainando le vendite di tequila nel mondo. Chiudono la rassegna dei grandi classici il Whisky Sour, oggi ammorbidito dall’albume, e il Manhattan, l’ordinazione sofisticata per eccellenza che, con il suo mix di whisky e vermouth, richiama la nobiltà del Negroni in chiave anglosassone.