Il vin brulè: una dolce bevanda dalle origini molto antiche

di liulai 2

Chi non adora il vin brulè? Questa bevanda, servita rigorosamente calda a base di vino rosso (brulè significa infatti vino bruciato), diffusa prevalentemente per riscaldarci durante le serate invernali o comunque ogni volta che il freddo stenta ad andarsene, ha numerose proprietà benefiche: è corroborante, riscaldante e disinfettante, per questo viene adottato come cura contro il raffreddore. Ma non solo! Poeticamente il vin brulè riscalda anche gli animi; molti infatti gli artisti di strada che negli anni passati sulle strade parigine si accompagnavano ad un bicchiere di caldo vino dolce. Pare che il vin brulè sia una bevanda molto antica e che la sua nascita sia da attribuire ai frati, esperti conoscitori di erbe e spezie, che nei conventi si dedicavano anche alla preparazione del vino. Realizzarlo non richiede grandi abilità e, anche se non siete dei cuochi perfetti, il risultato non mancherà ad arrivare.

Vin Brulè ( dose per circa ½ lt)



Preparazione:
Sbucciare il limone e l’arancia, la buccia deve essere priva del bianco, poi in una pentola (a lati alti) mettere i chiodi di garofano, la cannella, aggiungete pian piano un po’ di vino e lo zucchero, poi le bucce dell’arancia e del limone. Prima di accendere il fuoco, mescolate in modo tale che lo zucchero si sciolga un po’, portate ad ebollizione per un paio di minuti ricordandovi ogni tanto di mescolare, meglio con un cucchiaio di legno.

Adesso dovete far evaporare l’alcol, facendo molta attenzione, fiammeggiando la superficie. Attendete qualche minuto prima di servire. E’ consigliabile filtrare il vin brulè con un colino. Un consiglio: per servire il vin brulè, è consigliabile usare boccali o tazze di ceramica, o di vetro temprato, perchè il vetro di un normale bicchiere potrebbe non reggere all’eccessivo calore e incrinarsi o addirittura spaccarsi immediatamente.