Festa del vino novello a Tuturano il 22 novembre per celebrarne il boom di consumo (+ 300%)

di Redazione 1

Grande festa del vino novello in Puglia dove, a Tuturano piccolo centro del brindisino da sempre legato con doppio filo alla produzione di vino e ai prodotti della terra, è prevista per sabato 22 novembre la Festa del vino novello: organizzata alla grande, quest’anno l’iniziativa prevede la presenza congiunta dei produttori locali e di svariati promotori provenienti da tutta Europa.
Il programma prevede, dalle 11.30, una serie di visite guidate delle Cantine diffuse sul territorio con relativa degustazione di imbottigliati posizionati in stands lungo l’area perimetrale del paesello. Alle 18 sarà possibile assistere allo spettacolo di folclore con tema il vino novello, messo in scena dalla Compagnia Stabile di Alberobello – località del barese famosa nel mondo per i caratteristici e unici trulli. Dalle 19, invece, fino a sera inoltrata, partirà il giro di degustazione dei prodotti tipici offerto dalla Cooperativa San Paolo.

Dal 1990 il consumo del Novello è cresciuto del 300% e quest’anno, grazie ad una vendemmia che si preannuncia a dir poco straordinaria, si prevede un boom di vendite. Una grande stagione, dunque, resa tale da almeno due fattori positivi: da un lato la vendemmia qualitativamente eccellente e dall’altro la stabilità dei prezzi al pubblico, che in molti casi sono addirittura diminuiti e – comunque – rimangono contenuti in una forbice che va dai 3 agli 8 euro.

Oltre 20 milioni di bottiglie prodotte in Italia, un volume di affari che si aggira attorno ai 90 milioni di euro e un export verso i paesi stranieri che cresce di oltre il 5%. Si smercia anche con realtà un tempo irraggiungibili, vedi il Giappone. Fresco, gusto fuori dal comune e così lontano da quello dei grandi rossi, possibilità di squisiti abbinamenti con salumi e formaggi, fruttato e leggero: mai sopra gli 11 gradi e almeno 350 cantine sparse lungo la penisola. Il Veneto è la regione guida con oltre 6 milioni di bottiglie  – più del 30% della produzione nazionale – seguita da Toscana e Trentino Alto Adige.

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