Guida Michelin: scopriamo insieme come è nata

di Daniele Pace 0

Questa iconica guida che tanti associano adesso ai ristoranti e alla valutazione in relazione alla loro qualità sia per quanto riguarda il cibo proposto che i servizi offerti ai clienti, in realtà è nata con un altro scopo e non come quello di guida gastronomica qual è attualmente.

guida Michelin

Infatti, la guida Michelin presenta una storia particolarmente umile: venne istituito, infatti, con un obiettivo decisamente più semplice, ovvero quello di provare a stimolare gli automobilisti a cominciare a viaggiare e a usare un po’ di più la macchina. Qualcosa di totalmente diverso rispetto a oggi, dove l’auto viene usata anche fin troppo e, per tale ragione, spesso e volentieri, bisogna provvedere alla sua manutenzione, potendo comprare in maniera autonoma i pezzi di ricambio, anche online, come ad esempio sul portale www.shopricambiauto24.it.

La nascita della guida Michelin

Per scoprire la storia della guida Michelin dobbiamo risalire agli ultimi anni dell’Ottocento, andando in Francia e, più precisamente, in quel di Clermont-Ferrand. Ebbene, proprio in questo paesino transalpino, i fratelli André ed Edouard Michelin diedero vita ad un’azienda, che portava il medesimo nome, relativa alla vendita di pneumatici.

L’obiettivo dei due fratelli francesi era quello di entrare nel business dell’industria automobilistica, avendo la convinzione che prima o poi quel settore gli avrebbe permesso di fare degli affari d’oro. Tutto questo considerando che, in quel periodo, in Francia circolavano qualcosa come meno di 3000 macchine.

Così, ecco che i due fratelli Michelin ebbero l’intuizione di realizzare una sorta di volumetto che comprendeva tutta una serie di informazioni utili per coloro che volevano viaggiare. All’interno del libricino di carta erano contenute mappe, procedure per modificare una ruota, la lista delle stazioni di servizio con i vari indirizzi, ma anche un elenco di ristoranti così come di luoghi in cui poter pernottare.

Tutta una serie di informazioni che addirittura per vent’anni consecutivi è stata messa a disposizione in via del tutto gratuita. Almeno fino al momento in cui uno dei due fratelli Michelin, André, entrò in un negozio di pneumatici e vide la guida che avevano lanciato che era stata utilizzata come supporto all’interno di un banco di lavoro.

L’offesa per André fu tale che decise di adottare un nuovo motto in merito a questo progetto, ovvero che “l’uomo è in grado di rispettare davvero solamente quello che paga”. La conseguenza primaria fu che la nuovissima Guida Michelin venne lanciata in men che non si dica ad un prezzo fisso: correva l’anno 1920 e bisognava spendere 7 franchi per potersela portare a casa.

Una guida che era cambiata rispetto a quella precedente. Infatti, i due fratelli Michelin avevano preso la decisione di eliminare alcune parti e di inserirne di nuove. Ad esempio, avevano scelto di comprendere anche un elenco dei vari alberghi che si trovavano in quel di Parigi, oltre ad inserire una lista di ristoranti, selezionata però, che doveva soddisfare dei criteri ben precisi. E le inserzioni a pagamento furono abolite all’interno di questo fascicoletto.

Qualità del cibo e il giudizio con le stelle

In men che non si dica i fratelli Michelin ebbero un’altra intuizione, ovvero che i francesi stavano cominciando ad avere un interesse sempre più importante verso il cibo e la qualità dell’alimentazione, così come dei ristoranti in cui erano soliti recarsi. Di conseguenza, I Michelin presero la decisione di pagare un gruppo di “clienti misteriosi”, che ai giorni nostri vengono chiamati ispettori, che avevano lo scopo di visitare e di effettuare una recensione, in maniera del tutto anonima ovviamente, dei ristoranti in cui si recavano.

Correva l’anno 1926 e la guida cominciò ad assomigliare sempre di più a quella che siamo abituati a vedere al giorno d’oggi. Il motivo? Semplice, da quell’anno vennero inserite le stelle, assegnate ai vari indirizzi di alta cucina. Anzi, in realtà, era solamente una stella inizialmente. Dopo un quinquennio, ecco che venne introdotta la scala fino a tre stelle, mentre una decina di anni dopo, nel 1936, vennero spiegati pubblicamente anche i criteri con cui avveniva l’assegnazione delle stelle.

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