Evitiamo brutte sorprese ordinando un Aperol Spritz nel 2026

A Milano l’aperitivo non è semplicemente un momento della giornata, ma un vero e proprio rituale sociale. Dai Navigli a Brera, passando per Porta Venezia e CityLife, ordinare un drink al tramonto è il gesto che unisce relax, incontri e convivialità. In questo scenario, l’Aperol Spritz si è affermato come il simbolo indiscusso e l’icona cromatica di questo momento.

Aperol Spritz
Aperol Spritz

I possibili trucchi dietro Aperol Spritz ad oggi

Eppure, dietro questa abitudine consolidata, si nasconde un dibattito sempre più acceso: cosa finisce davvero nel nostro calice quando ordiniamo un semplice “spritz”? Spesso, infatti, l’esperienza non coincide con le aspettative. Una ricerca Ipsos Doxa ha rivelato che il 70% dei consumatori, quando ordina genericamente uno spritz, è convinto di ricevere un Aperol Spritz.

La realtà nei bar è però diversa: il mercato degli aperitivi è affollato di prodotti simili per colore, e la sostituzione non comunicata è un fenomeno diffuso. Questo trend è stato persino documentato dal programma televisivo Le Iene, che ha evidenziato come molti clienti ricevano un cocktail differente senza saperlo. Per evitare delusioni, la soluzione è tanto semplice quanto fondamentale: essere precisi e richiedere esplicitamente l’Originale Aperol Spritz.

Per comprendere il valore dell’autenticità, basta guardare alle origini. Aperol nasce a Padova nel 1919 dall’intuizione dei fratelli Barbieri. La sua ricetta segreta, un mix equilibrato di arancia, china, genziana e rabarbaro, è rimasta invariata per oltre un secolo e viene custodita ancora oggi da un mastro miscelatore. Il cocktail che conosciamo oggi, certificato ufficialmente dall’IBA nel 2003, segue una formula precisa: 3 parti di Prosecco DOC, 2 parti di Aperol, 1 spruzzo di soda, 1 fetta d’arancia fresca.

Come fare quindi per riconoscere l’Aperol Spritz originale? Per difendersi dalle imitazioni, basta un occhio attento. Sul bancone spicca la nuova bottiglia Aperol, ridisegnata per esaltare il liquido arancione attraverso il vetro ondulato, completa del sigillo storico di Casa Barbieri e della dicitura “Ricetta Originale”. Semplicemente basta guardare il barman quali ingredienti utilizza nella preparazione dello Spritz, se spicca questa bottiglia di Aperol, allora non ci sono problemi sull’originalità del cocktail.

Inoltre, per guidare i consumatori, è nato il progetto “Aperol Spritz: l’Originale”, che premia i bar che servono la ricetta autentica. Questi locali espongono materiali identificativi e sono facilmente rintracciabili su una mappa digitale dedicata, perfetta per orientarsi a Milano e nel resto d’Italia. I gestori che desiderano farne parte e valorizzare il proprio servizio possono registrarsi sul sito ufficiale di Aperol, caricando semplicemente una foto del proprio menu.