La terza edizione di Morellino del Cuore (2025) ha confermato il dinamismo del Consorzio di Tutela Morellino di Scansano Docg, capace di unire l’eredità storica della Maremma a una visione contemporanea e audace. L’evento non è stato solo una celebrazione della qualità enologica, ma anche il palcoscenico per il debutto di Giostra Maremmana, un “wine cocktail” d’autore che sfida i pregiudizi sulla miscelazione dei vini rossi.

Alcuni dettagli sul cocktail con il Morellino di Scansano
C’è sempre un po’ di scetticismo quando il vino rosso viene utilizzato nella realizzazione di un cocktail ed invece è davvero interessante in alcune circostanze, soprattutto in questo caso dove il protagonista risulta essere proprio il Morellino. Creato dal mixologist Julian Biondi, il cocktail trae ispirazione dalla provocatoria “Giostra d’Alcol” del futurista Enrico Prampolini.
Se negli anni Venti la ricetta prevedeva Barbera e cedrata, la versione moderna esalta la morbidezza e i tannini dolci del Morellino. Composto da 60 ml di Morellino di Scansano Mago di O3 (Mantellassi), 50 ml di cordiale al bitter e frutti rossi, e 80 ml di Gazzosa Lurisia, il drink si distingue per una beva fresca e complessa. Il tocco finale, in pieno spirito futurista, è la guarnizione con uno spiedino di pecorino maremmano. Un gusto iconico che vale la pena di assaporare.
Il cuore del progetto, nato dalla sinergia tra il Consorzio e i giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli, risiede in una rigorosa selezione alla cieca. Su oltre sessanta campioni, la giuria ha premiato dieci eccellenze suddivise per categoria: annata, superiore, riserva e vecchia annata.
Nel primo punto ritroviamo Vignaioli di Scansano (Roggiano Bio 2023), Tenuta Agostinetto (La Madonnina 2023), Poggio Argentiera (Bellamarsilia 2023). Nel secondo spazio a Provveditore (Provveditore 2023), Le Rogaie (Forteto 2022), Terenzi (Purosangue 2022). Nel terzo primeggiano Belguardo (Bronzone 2021), Bruni (Laire 2021), Roccapesta (Riserva 2021). Infine ritroviamo la Fattoria di Magliano (Heba 2006).
Il Presidente Bernardo Guicciardini Calamai e il Direttore Alessio Durazzi hanno sottolineato come il successo della denominazione passi per la promozione itinerante (Roma, Milano, Firenze) e per un legame indissolubile con Grosseto e i comuni limitrofi. La Maremma, con i suoi 65.000 ettari baciati dalle brezze tirreniche, offre l’habitat ideale per il Sangiovese (presente per almeno l’85%), garantendo eleganza e rotondità.
L’introduzione della tipologia Superiore Docg nel 2025 segna un ulteriore passo verso l’alto: rese più basse e affinamenti prolungati per un vino che, dalle radici etrusche, continua a guardare al futuro con rinnovato vigore. La sua forza continuerà ad emergere con il passare degli anni.