In tanti si stanno chiedendo per quale motivo Barilla ora irrompe negli USA acquistando Goodles ed entrando nel mercato dei maccheroni al formaggio. La radice dei mac and cheese, simbolo gastronomico degli Stati Uniti, affonda nella storia alla fine del Settecento, quando Thomas Jefferson rientrò dall’Europa portando con sé un macchinario napoletano e un’annotazione autografa della ricetta. Oggi questo celebre primo piatto entra direttamente nell’orbita di Barilla attraverso un’importante operazione strategica sul mercato americano.

Barilla entra nel mercato americano dei maccheroni al formaggio acquistando Goodles
Il gigante pastaio italiano ha infatti siglato un’intesa per acquisire Goodles, realtà emergente fondata nel 2020 a Santa Cruz, in California. La società si è distinta nel settore proponendo varianti proteiche e gusti innovativi dei classici maccheroni al formaggio. Nel corso della sua evoluzione, la startup aveva attirato capitali per tredici milioni di dollari grazie a un round guidato da L Catterton e sostenuto da volti noti dello sport e dello spettacolo, come Klay Thompson, Weston McKennie e Christina Aguilera.
Valutata in precedenza ottantotto milioni di dollari, l’azienda ha continuato a espandersi fino a raggiungere la redditività operativa. I dati pubblicati dal Wall Street Journal evidenziano come la marca sia riuscita a conquistare quasi il nove per cento della spesa statutaria legata ai maccheroni confezionati negli Stati Uniti, un comparto dal valore complessivo stimato tra i due e i due miliardi e trecento milioni di dollari all’anno. A testimonianza di questa spinta, Goodles ha registrato l’ingresso di due milioni di clienti in un solo trimestre, sfruttando la rete commerciale di insegne come Target e Whole Foods affiancata alle vendite digitali.
L’integrazione nel gruppo di Parma consentirà all’azienda californiana di accelerare lo sviluppo e puntare all’espansione globale, pur conservando una totale autonomia operativa nella selezione delle materie prime, nella formulazione delle ricette e nelle campagne di comunicazione. L’amministratrice delegata Jen Zeszut ha sottolineato l’enorme potenziale ancora inespresso nel paese, accogliendo con entusiasmo la partnership con la famiglia Barilla.
Per la multinazionale italiana, gli Stati Uniti rappresentano un bacino fondamentale che genera oltre un quinto dei suoi quattro miliardi e ottocento milioni di ricavi complessivi. L’acquisizione si inserisce in un piano di rafforzamento oltreoceano già avviato con lo stanziamento di centosettanta milioni di dollari destinati all’ampliamento del sito produttivo di Avon, nello stato di New York. Come confermato dal presidente Guido Barilla, il gruppo seguiva da tempo il percorso della giovane impresa, colpitone dalla spinta commerciale e dal valore del brand.