• 07
  • Nov

Starbuck’s Coffee: una leggenda italiana, che in Italia non c’è!

Starbucks si, Starbuck’s no.
Sta arrivando in Italia, non arriverà mai. Il TOTO-Starbuck ormai prende gli italiani come non mai. Le informazioni riservate e le smentite si susseguono puntualmente ad intervalli di tempo regolari.
Cerchiamo di ignorare queste certezze vere o presunte, e concentriamoci sul PERCHE’ realmente la multinazionale del caffè di Seattle, forte di decine di migliaia di negozi in tutto il mondo non è ancora sbarcata da noi.

Anche perchè se non ci fosse veramente una spiegazione, ci sarebbe veramente da offendersi. La prima che ci viene in mente, di getto è quella: ” In Italia noi siamo troppo attaccati alle tradizioni, pasta, pizza e mandolino…

Ma, siamo seri: se l’Italia fosse davvero così attaccata alle tradizioni culinarie, come avrebbe fatto ad attecchire il modello Mc Donald’s, o Burger King?

Anzi, l’intera esperienza Starbuck’s è proprio ispirata alla tradizione italiana del Bar e del Caffè. Si può dire che il business sia fondato, più che sui prodotti, proprio sull’allure italiano che si respira all’interno di un negozio Starbucks (visto, ovviamente, dagli occhi di un americano). Sicuramente l’obiettivo della intelligente campagna di comunicazione di Starbucks è stata proprio quella di illudere i suoi clienti che i prodotti offerti nella caffetteria sono tali e quali a quelli italiani, e che anzi, gli italiani li adorino. Ma il fatto è che gli italiani (almeno quelli che che non sono stati all’estero) non hanno la minima idea di cosa sia un Frappuccino o morirebbero dalle risate di fronte ad un Tazo Chai Tea Latte.

Certamente un fatto curioso è che la catena italiana Autogrill, onnipresente nel nostro paese con i famosissimi marchi Spizzico, Ciao, Acafè, AlDente, ecc. è licenziataria del marchio Starbuk’s e negli Stati Uniti, Canada e Irlanda attualmente gestisce 286 locali. Neanche la joint venture con questo gruppo evidentemente ha fatto da volano per lo sbarco di Starbuck’s in Italia. (Con Burger King invece, la collaborazione tra il gruppo americano e quello italiano ha prodotto risultati: il fastfood è presente ormai da noi da qualche anno proprio distribuito nelle aree di servizi e negli spazi Autogrill). Ne consegue che sia gli americani che gli italiani almeno si trovano d’accordo su un punto: in questo momento non sarebbe redditizio avviare un programma di sviluppo di Starbuck’s in Italia.

Tutto questo possiamo averlo intuito. Ma ora proviamo ad analizzare quali possono essere “le prove”, ovvero i principali motivi della presunta “resistenza” italiana al “modello Starbucks”:


  • Il prezzo del caffè: circa 2,50 euro rispetto a 0,80 in Italia
  • Troppa concorrenza: La densità media per abitante di bar in Italia è tra le più alte del mondo
  • Il rito del caffè in italia è davvero singolare: è “intimo”, ma “veloce” allo stesso tempo (nessuno si siede per consumare un espresso)
  • L’atmosfera “artificiale”: quanti italiani sarebbero disposti a bere un caffè in una tazza di plastica?
  • Il take-away (colonna portante del business della multinazionale di Seattle): Quali italiani passeggiano con il caffè in mano? O dispongono di ampli spazi all’aperto per il consumo take-away?
  • La certezza di non poter sbagliare: immaginate se si diffondesse la notizia che in Italia (paese ispiratore di Starbuck’s) il caffè di questa multinazionale fosse un flop!

Beh, queste argomentazioni tengono, non c’è che dire. Ma non siamo certi che possano essere valide all’infinito. I costumi cambiano e ci sono da considerare anche alcuni fattori che possono giocare inversamente:

  • L’esterofilia degli italiani: Non è stato forse così per il successo dei vari brand internazionali come ZARA, H&M, ecc. Spesso divenuti fenomeni di massa molto più di quanto il valore dei prodotti poteva meritare.
  • La voglia di “nuovo” a tutti costi: in effetti c’è anche una gran parte di consumatori a cui piace “sperimentare” cose nuove, e l’arrivo di una multinazionale come Starbuck avrebbe l’impatto di un’astronave nei piccoli centri o nelle periferie nostrane
  • Il valore indubbio del progetto Starbuck’s: Non sottovalutiamo un dato fondamentale, il modello funziona. E’ valido. E’ competitivo.

Dai siamo obiettivi: In una caffetteria come Starbuck, c’è pulizia, ampia possibilità di scelta, servizio impeccabile, servizi unici - tipo la connessione WIFI (nei nostri bar c’è a malapena un po’ di musica) - , toilette ampie (quando da noi ancora bisogna chiedere “la chiave del bagno”) e, dato fondamentale, la posizione. Starbuck’s spende tantissimo per il posizionamento. E in effetti lo troviamo esattamente dove pensiamo che sia. Negli angoli, nelle vie di passaggio, all’uscita delle stazioni. Sfoggiando quindi una forza economica che le nostre imprese individuali (tranne poche eccezioni) non sarebbero in grado di assicurare.

Siamo sicuri, fatto un debito rapporto di proporzioni, che quindi Starbuck’s arriverà anche in Italia. Non ci sbagliamo. E’ solo una questione di tempo (e di partnership giusta).
Io sono pronto, se il colosso di Seattle volesse avermi come partner, può avermi quando vuole. Il mercato del caffè nel nostro paese non è mica cosa da ridere.

E nel frattempo abbiamo mandato, così per provare, una lettera a Starbuck’s chiedendo informazioni per l’apertura di un locale in Italia, a Roma. Questa la cortese, ma chiara, risposta.

Thank you for your email. We are interested in the Italian market. However, at this time we do not have a specific timetable for entry. When Starbucks enters new countries, we generally do so through a joint venture with a leading retail company who then maintains responsibility for opening and operating all Starbucks stores throughout the country. In order to maintain consistency and quality across so many stores, we do not offer individual franchises. I will be pleased to answer any other questions you might have. Thank you again for contacting us. Regards, Edna Sawyer international business development Starbucks Coffee International

Beh, Edna, se ci ripensate, io sono qui.





28 Commenti Scritto da Alex Zarfati
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Commenti:

Sono stati scritti 28 commenti su "Starbuck’s Coffee: una leggenda italiana, che in Italia non c’è!"

  1. Vivo benissimo anche senza. In Italia sarebbe un flop, l’italiano è troppo affezionato all’espresso. Qui da noi il caffè è un rito: stesso bar, stesse 4 chiacchiere col barista, ecc…

  2. In Italia beviamo il caffè! Anche alcune aziende di aperitivi pre-preparati, aperol compresa, hanno provato a vendere i prodotti in veneto… ma mi rendete conto?
    Nessuno, dico nessuno li voleva: è il regno dello Spritz!!!

    Figuriamoci con il caffè!

  3. admin

    Mah…forse avete ragione, e forse NO. Io ci investirei, non scherzavo quando l’ho detto.

    Qualcuno vuole una quota? ;)

  4. Io non ci andrei se lo mettessero in Italia… ci sono stato qualche volta ma non ha niente a che fare con il mio bar sotto casa.

  5. roberta

    ma stiamo scherzando???? Coi prezzi che ho visto a Parigi e Londra (da STARBUCK’S un cappuccino sfiora i 4 euro!!!!!) in Italia non gli stiamo dietro e sarebbe un flop!! Non abbiamo mica gli stipendi inglesi o francesi…..!

  6. Secondo me non è arrivato per lo stesso motivo per il quale non è arrivato PizzaHut, ossia perchè sia il caffè che la pizza li facciamo egregiamente.
    C’è gente che fa km per andare a prendere il caffè dove gli piace di più, figuriamoci entrare da Starbucks per un Frappuccino.

    Ma come sono arrivati gli altri marchi, arriverà anche questo, anche perchè per il turista è una sicurezza.

    Io salverei i Muffin e la connessione Wifi, ma devo ammettere che all’estero lo frequento spesso, lo trovo molto rilassante.

    Complimenti comunque, gran bell’articolo!

  7. non fanno starbuck’s in italia perchè quello che al mondo spacciano come caffè, qui da noi farebbe ridere! il problema è il prodotto inse non il locale perchè credo che un posto che no sia il solito pub per sorseggiare caffè, tè o altro sarebbe ben accetto anzi, io ci andrei subito ma dubito fortemente che l’espresso di starbuck’s sia lontanamente simile al nostro!
    …che aprano uno starbuck’s con caffè nostrano… e senza il frappuccino!

  8. valeria

    secondo me Starbucks non funziona in Italia perchè gli italiani non credo capirebbero cosa è la Starbucks experience, il rito del tè, delle bevande e delle torte il pomeriggio, qui si è sempre a dieta, il caffè è un expresso senza zucchero ed il cornetto viene mangiato una tantum, in più non ci si siede ad un cafè da soli come in uk con il giornale in mano, è triste ma è così la cosa più bella di Starbucks sono le sue luci soffuse, le poltrone comode e la musica country, il baretto sotto casa in Italia a volte è squallido e sta in periferia….

  9. Ma daiiiiiii!!!

    Ma volete mettere quanto sia cool bloggare in wi-fi gratuita, rilassati su un salottino, tra un cappuccino e una brioche, magari davanti a una vetrata affacciata sul colosseo?

    Ma che è il “baretto” sotto casa?

    Ma magari viene Starbuck’s a Roma! Tutto il resto è fuffa! :D

  10. admin

    infatti ci vorrebbe il NOSTRO caffè, in una situazione rilassata alla Starbucks…

  11. Salvo

    Se aveste viaggiato intensamente e frequentemente in USA negli ultimi 30 anni, come molti Italiani hanno dovuto fare per lavoro, vi rendereste conto che l’avvento degli Starbuck’s in America è stata una buona notizia. Finalmente si sapeva dove fermarsi qualche minuto a bere un espresso decente !
    In Italia naturalmente avrebbero delle difficolta’, ma sarebbero comunque accolti bene nelle città turistiche e negli aeroporti da quei turisti che li vedrebbero come una cosa familiare di cui fidarsi.

  12. Forse andrebbe sottolineato il fatto che in tutti i locali Starbucks si ha l’accesso ad internet via wi-fi gratuito! Non è questione di caffè, anche perchè quello che loro offrono sono delle bevande al gusto di caffè! Il nostro espresso non ce lo frega nessuno! Il problema è che se uno vuole accedere ad internet non ha abbastanza hotspot e quei pochi che ci sono costano caro! Come al solito il freno tutto italiano alle nuove tecnologie… WI-FI PER TUTTI!!!

  13. Federico

    Concordo con quanto detto da Salvo… Starbuck’s offreun caffè decente (un espresso doppio è un espresso doppio e non un finto espresso lungo) ma cmq non all’altezza dei migliori caffè italiani (Lavazza, Illy, etc.),

    La differenza vera fra Starbuck’s ed i nostri bar è che per noi il bar è un’istituzione, un posto in cui ci vogliamo sentire a casa e ne scegliamo uno piuttosto che un altro perchè vogliamo il miglior caffè o la miglior briosche. Starbuck’s, invece, è un modello ripetitivo perchè ovunque tu sia, nel mezzo di Manhattan piuttosto che in una città del Tennesse, trovi sempre le stesse cose, lo stesso caffè, etc.

    In definitiva, mentre ogni bar è unico e offre qualcosa in più o in meno di un altro, Starbuck’s è la “barizzazione” dello standard, cosa che a noi italiani non va proprio giù. Provate solo ad immaginare che l’Antico Caffè Greco di Via Condotti a Roma diventi uno Starbuck’s e poi ditemi…

  14. Franz

    Fin qui tutto condivisibile, mi sembra che manchi qualcosa:Starbuck’s vive anche della civiltà della gente, in altri paesi nessuno fa casino, mentre ci si guarda la posta al computer, da noi bisogna chiedere la chiave dei servizi perchè spesso vanno a drogarsi, avete presente gli spriz nelle piazze ? ubriachi, bottiglie rotte per terra ecc..Mentre nei paesi civili le persone rispettose degli altri vengono difese dallo stato, da noi vengono espulsi, in quanto gli incivili prendono il sopravvento, senza che nessuno intervenga.E poi avete mai provato a scrivere ad una grande o piccola azienda? Vi ignorano.Starbuck’s si è scomodata a spiegare ad un Italiano qualunque del perchè, per il momento, non aprirà in Italia. Altro stile e rispetto verso i consumatori.

  15. Tralasciando il discorso della connesione Wi-Fi (che qui sarebbe comunque a pagamento), cara soli ai pochissimi che hanno commentato, aggiungerei al concetto di bicchierone di caffè portato a spaso, anche l’impossibilità qui da noi, di portarsi tale bicchierone al lavoro, in ufficio, cosa che invece oltreoceano è ovviamente consentita, quasi da nemmeno farci caso.

    Chi dice che da noi il caffè è un concetto radicato e che il cambiamento in favore di una tipologia di caffè in stile Starbuck’s non sarebbe ben visto, bisogna ricordare che le stesse considerazioni si sarebbero potute fare circa 20 anni fa prendendo come esempio McDonald’s (”panini quelli? Pomodoro e mozzarella è un panino, quello al salame è un panino, non quel surrogato di carne che non sai da dove arriva“, ecc…). Pare però che McDonald’s qui stia andando bene. Negli ultimi 3 anni sono stato 3 volte negli USA e vi garantisco che l’infinita scelta di catene di ristoranti, mi ha quasi impedito di andare da McDonald’s.

    @admin: tienimi in seria considerazione come socio in un locale Starbucks qui in Italia.

  16. @Christian:
    la connessione sarebbe gratis secondo me, conosco locali che già lo fanno a Roma, non vedo perchè Starbucks dovrebbe farla pagare.

    per quanto riguarda il concetto radicato e poi accettato, è vero che per McDonald’s è stato così, ma andiamo a vedere la clientela del Fast food in Italia, e vedremo che l’età media è molto bassa, mentre negli USA è molto alta, ci va anche l’anziano.
    Con questo voglio dire che, avendo l’italiano un buon gusto in fatto di mangiare e bere, crescendo, non si accontenta di quella roba, ma vuole un panino fatto bene, ed un caffè gustoso. O vuoi che ti ricordi cosa è il caffè americano?

    per la scelta negli USA sono d’accordo, ci sono stato in estate ed è inverosibile. In & Out, scopiazzato per colori ed esteticamente a McDonald’s, è nettamente il migliore. Stupito invece per BurgerKing, sempre vuoto.

    detto questo comunque, sono a favore di Starbucks, perchè secondo me alcuni prodotti non sono male, perchè la concorrenza non fa mai male, come non fa male la connessione WiFi :)

  17. SilviaVienna

    Intanto vorrei rispondere a Franz che dice che gli italiani sono incivili: se partiamo da questo presupposto allora nessun locale decente avrà mai spazio in Italia. Non è vero che i treni svizzeri sono più puliti perché gli svizzeri sono + civili, semplicemente il loro servizio di pulizia funziona meglio!(cestino svuotato 4 volte da Lugano a Zurigo).

    E venendo a Starbucks: io ne sono una grande sostenitrice (e consumatrice quando sono all’estero),per molte ragioni:
    1)ha avuto l’incontestabile merito di diffondere il piacere/rito del caffè nel mondo e di alzare notevolmente la qualità media. Appena qualche anno fa un italiano che andava a Londra o in Germania restava disgustato dai caffè locali, adesso con Starbucks e altre catene minori che hanno seguito il suo esempio si sopravvive benissimo!

    2)sono convinta che Starbucks avrebbe successo in Italia, magari trovando un format un po’ diverso che si adatti al nostro stile (come fece McDonald’s con l’angolo bar o il Mc Toast), per esempio prevendendo un corner dove poter consumare l’espresso anche in piedi.

    3)A chi diceva che da Starbucks un espresso costa 2.50€..dipende dai paesi! Forse a Londra costa così, ma per esperienza personale posso dirvi che l’azienda applica prezzi diversi a seconda del paese. Es. in Austria l’espresso costa 1.80€, in Australia poco + di un Euro..

    4)Per quanto riguarda poi la qualità del nostro caffè penso che noi italiani dovremmo scendere dal nostro piedistallo e renderci conto che ormai non abbiamo + il primato mondiale in nulla. La cucina italiana sarà anche la migliore al mondo, ma non sempre purtroppo gli ingredienti usati sono della migliore qualità al mondo.
    La qualità dell’espresso di Starbucks non ha niente da invidiare alla qualità media del caffè dei bar delle stazioni o degli autogrill. Ormai anche noi italiani ci muoviamo per studio o per lavoro, il bar sotto casa non esiste + nemmeno da noi!

    5)Non dico che Starbucks in Italia possa mirare ad una diffusione capillare come negli USA, ma secondo me qualche punto vendita nelle maggiori stazioni o nelle città chiave del turismo (Venezia,Firenze,Roma,Milano) avrebbe successo e starebbe in piedi anche solo grazie ai turisti stranieri.

    6) Espresso a parte, come si fa a vivere senza CARAMEL FRAPPUCCINO?? ;))

  18. @Pizzicone: non mi ricordare cos’è il caffè americano, lo so benissimo, lo bevo anche a casa.

  19. flea82

    Mera vaccata.
    McDonald &Co non vanno ad intaccare nulla.. Che c’era prima in Italia (a livello di fastfood), se non sporadiche pizzetterie al volo..
    Mentre per il caffè esiste un bar apposito, con le proprie torrefazioni etc etc etc.. La stessa cosa per i Pizza Hut..
    Non ci sarebbe mercato se non l’effetto novità.. E sinceramente sono contento cosi.

  20. SilviaVienna

    State tranquilli, nessuno verrà a minacciare il vostro baretto sotto casa! Starbucks non aprirà in Italia perché ha mercati + interessanti a cui rivolgersi. Gli italiani sono chiusi, antiamericani, antinovità, non sanno l’inglese. Siamo un piccolo mercato troppo chiuso e provinciale. Crediamo di essere i migliori del mondo e invece ormai il mondo nemmeno ci censidera!

  21. INDASTRIA

    Premessa: io adoro starbucks e simili tranne che per i prezzi.
    L’articolo è molto bello e comprensivo sia di tutti i fatti che fin’ora si conoscono ma cade anche in qualche stereotipo (non molti) e voce di corridoio.

    Per esempio è verissimo che SB in italia non potrebbe contare sul take away che è una parte principale dei loro affari. Di certo però per cui vuole sedersi al tavolo non è a disposizione un bicchiere di carta ma una comune tazzina.

    Sul rito e sulla bontà dell’espresso secondo me il discorso è davvero lungo:
    starbucks usa per preparare l’espresso le migliori macchine, quasi sempre italiane. La qualità media è paragonabile a qualsiasi espresso di un bar tradizionale italiano. Per cui non credo a certi commenti che secondo me non sono frutto di esperienza diretta ma solo di luoghi comuni. Va detto che l’espresso per loro è una quota davvero marginale delle vendite, anche se in continuo aumento. Però la preparazione è frequentissima per via della forte richiesta di cappuccini e derivati. Il prezzo rimane troppo alto per il mercato italiano e questa sarebbe una cosa problematica per loro;
    Il discorso del “rito” e del prodotto unico dell’espresso da bar è relativo ormai. Già nella mia piccola città (non immagino in quelle grandi…) da dove provengo (caserta. Adesso vivo a berlino) si sono moltiplicati bar e baretti rinnovati per offrire sedie, tavolini e quanto più sia lontano dall’esperienza del “prendi e via” in favore di una atmosfera a la’ “starbucks” Solitamente questi bar offrono menù di ditte quali “eraclea” che a un prezzo altissimo offrono prodotti cmq preconfezionati. E lo stesso ottengono una notevole vendita. Volete dirmi che l’eraclea è meglio di starbucks? CMQ solitamente anche nei bar italiani quando si esce fuori dallo schema “caffe, cappuccino, cornetto” i prezzi tendono a lievitare notevolmente.

    Alla fine credo che SB in Italia non sia presente per una serie di situazioni: i diritti in possesso di autogrill che ha la propria catena di bar e non vuole crearsi concorrenza da sola; il mercato italiano che logisticamente (burocrazia, malavita etc etc) è ritenuto un “incubo” da qualsiasi multinazionale (vedasi gli esempi recenti dell’iphone e del concorso google); i prezzi elevati che cmq avrebbero i loro prodotti; infine anche il più ovvio, l’italia sarebbe il mercato sicuramente più difficile per SB.

    Sono convinto che prima o poi, forse presto, forse no, alla fine SB arriverà nel nostro paese.
    PEr chi è contrario: c’è o non c’è che differenza vi fa? :)

  22. Daniele

    Ciao a tutti,
    vorrei dare il mio contributo alla “storiella” di Starbuck’s.
    Sono arciconvinto che il “modello” Starbuck’s possa funziona egregiamente.
    Perchè dico il modello e non Starbuck’s così com’e oggi.
    Proprio perchè come ho letto qui alcuni accorgimenti devono essere tenuti in considerazione.
    Ritengo giusto quanto letto sulla qualità del caffè che per un italiano è il primo elemento di scelta del bar -> pertanto qualità superiore allo Starbuck’s odierno è sicuramente un fattore critico di successo.
    Replica del cosidetto “Starbuck’s mood”.
    L’aria che si respira da Starbuck’s e di assoluto relax, quasi come volessi prenderti una pausa dalla vita frenetica di tutti giorni, un momento per te, per bere un buon caffè, per farti una navigatina magari controllando il tuo Facebook o per scrivere una mail ai tuoi genitori/fidanzata. Che FIGATA!
    Ma anche se allo stesso hai fretta puoi gustarti un buon caffè caldo in una confezione strepitosa dalla grande comodità.. COOL !!!

    Quindi WI_FI gratuito come fattore critico di successo ! Altrimenti si è perdenti su tutta la linea.

    E poi ragazzi siamo sinceri le generazioni cambiano i giovani hanno bisogno di essere “veloci”, lifestyle is changed. Ricordate che nei libri si legge che si è vincenti quando un aspetto tecnologico rompe gli schemi ! certo il WI-FI non è brevettato da Starbuck’s ma se si è i primi si ha il cosidetto “vantaggio competitivo”.

    Concludendo sto muovendomi per iniziare a pensare di aprire qualcosa alla Starbuck’s maniera ma con marchio diverso :-)
    A londra non c’è solo Starbuck’s ma ci sono anche tanti altri marchi.. e sono TUTTI PIENI STRACOLMI !!!
    Va bene essere radicati alle proprie tradizioni ma quando una cosa/ prodotto è differenziante, rilevante e credibile perchè non andarci ???

    L’unica pecca è che dopo una eventuale espansione italiana uscire con il format sugli altri paesi non è così semplice vista la competition molto agguerrita.

  23. Micol

    Starbuk’s IN ITALIA SUIBITOOOOOO
    Magari……W IL FRAPPUCCINO :)

  24. meri

    Chiedo scusa a tutti …io ho un milione di anni …ma sono stata un mese a Toronto qualche anno fa e due mesi a Sidney e vi dico che mi ero proprio innamorata degli Starbuk’s mi piaceva entrare li…servirmi del latte con quei bellissimi bastoncini…sedermi tranquillamente in posti accoglienti e mi sentivo a mio agio…quando uscivo mi facevo preparare un mega frappuccino..da portarmi in giro che mi tenesse compagnia…mi dispiace per chi non è d’accordo ma a me piacevano davvero un sacco…belli gli articoli …interessanti queste notizie ….grazie

  25. Gian

    ciao a tutti,
    x admin : se ti piacerebbe investire in qualcosa di nuovo scrivimi a giarug@hotmail.it confronteremo le nostre idee
    lo stesso vale per daniele ( mi piace la tua idea di creare una novità e non correre dietro agli americani ) o per tutti quelli che vogliono confrontarsi sull’argomento…ciao a tutti

    bisogna avere un pò di pazzia dentro di sè per dare vita ad una stella che danzi
    (nietsche)

  26. tony

    io ho passato un anno in america a manhattan.. e posso dire ke il caffè sicruamente nn arriva al nostro ma è l’aria ke si respira in un starbuck’s coffee che è qualcosa di più.. rilassante . nsomma il bar è buono se ti prendi un caffè al volo ma starbucks serve a rilassarsi

  27. mary

    io penso che avere starbucks in italia sarebbe un ottima idea, come lui al mondo non cè proprio nessuno, SB è unico nel suo genere, ma dove si trovano dei frappuccini così buoni? ma prima di parlare li avete assaggiati? di sicurio no, xkè sennò non avreste detto.. no no, io se cè SB non ci vado, ma siete tutti matti!!!
    così come ha preso piede mc donalds, (e quello si che fa veramente male) burger king, e altre cose, xkè non potrebbe prendere piede starbicks?? però non dite mai: io da mc donalds non ci vado xkè mi rovino il fegato, però dire che no nandate da starbucks, io non vi capisco, ovvio che non siamo tutti uguali, però mancate proprio tanto di logicità!!!
    e poi MD non e che sia poi così economico!!!
    in fondo penso che sia meglio bere un buon frappuccino, che mangiare un hambuerger pieno di salse e schifezze varie!!!
    se si può mangiare quello, xkè non si può prendere un frappuccino da starbucks???
    pensateci bene!!!!!

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