La Sicilia “alternativa” parte II : i rossi

di Andrea Gori 0

Come già vi dicevo giovedì scorso, noi sommelier tendiamo ad essere un pò refrattari ai vini siciliani che vanno per la maggiore nei wine bar, nelle enoteche e nelle riviste. Cerchiamo preferibilmente altri vini che esulino dal classico concetto del vino frutto rotondo e caramelloso e scegliamo, appunto da snob mi autoaccuso!, vini che mettano in luce altre caratteristiche di questa terra benedetta da Bacco come poche altre. Tra i rossi infatti personalmente sono sempre alla ricerca di vitigni alternativi al classico nero d’avola in quanto spesso i produttori lo utilizzano “alla merlot” per ottenere vini molto facili e immediati. Non mancano esperimenti in uvaggio (ovvero mescolando) del Nero d’Avola con uve internazionali come Cabernet e Merlot ma in genere se proprio dobbiamo bere Nero d’Avola allora andiamo a cercare produttori di Eloro (magari sottozona Pachino) che è la zona DOC originaria del Nero d’Avola (Avola si trova proprio in questo angolo della Sicilia). In questa zona per esempio i vini di Curto sono sempre molto affidabili come il loro Fontanelle DOC Eloro 2004.



Sempre da Nero d’Avola ma in uvaggio con Frappato (misconosciutissimo vitigno siciliano) abbiamo l’unica DOCG siciliana, ovvero il Cerasuolo di Vittoria, meno frutto, più fiori e note erbacee per un vino particolare che può anche non piacere a tutti ma è di sicuro particolare e da assaggiare. Se lo trovate, provate quello di Spata Salvatore Barone Tonghi, proprio di Vittoria (RG).

Ma il vero enosnob in Sicilia va in sollucchero per le perle dell’Etna e della DOC Faro (Messina). Quest’ultima resa famoso dal grandissimo Faro Palariaddirittura a base di acitana,tignolino,galatena,calabrese e ocera, uve che sfido qualsiasi sommelier a conoscere anche solo per sentito dire!

Quindi trionfo dell’autoctono ma anche di un gusto speziato naturale molto aristocratico ed elegante anni luce distante rispetto ad altri vini più grossolani della zona.
Spostandoci sull’Etna DOC (CT), ci sono esperimenti un pò folli ma riuscitissimi come il Passopisciaro di Alberto Franchetti a base di nerello mascalese e nerello cappuccio, i grandi cru della Tenuta delle Terre Nere e di nuovo la Tenuta Scilio che propone un Etna dal prezzo interessantissimo e intrigante.

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