Dattero (Phoenix dactylifera)

Dattero (Phoenix dactylifera)

Francese: datte; Inglese: date, Spagnolo: dátil; Tedesco: datteln.

Caratteristiche generali

Il dattero è il frutto prodotto dalla palma da datteri (Phoenix dactylifera), pianta del genere delle Arecaceae originaria del Nordafrica, che può raggiungere i 30m d’altezza.

Il caratteristico frutto è una drupa dalla forma cilindrica, lunga anche 7 cm e di colore scuro quando matura. La parte commestibile è il pericarpo che avvolge il grande seme centrale, composto di una polpa particolarmente zuccherina.

Varietà esistenti

Si conoscono decine di cultivar del dattero. Tra le più note:  Il Deglet nour (la varietà più diffusa nel nostro paese), la Kenta (Tunisia), il Saidy (Libia), la Majhool, la Ameri, la Halawi.

Stagione e diffusione

Coltivati 5 millenni orsono nelle terre di Babilonia, i datteri sono ancora oggi una peculiarità del territorio che va dall’Africa settentrionale sino all’Asia sudoccidentale. Alcune coltivazioni sono presenti, tuttavia, anche negli Stati Uniti.

Da tempo l’Iraq è il maggior produttore ed esportatore mondiale di datteri.

Proprietà

100 grammi di datteri (secchi) contengono:

63,1 g di carboidrati;

17,3 g di acqua;

8,7 g di fibre;

2,7 g di proteine;

0,6 g di grassi.

Si tratta di frutti molto ricchi di sali minerali (calcio, magnesio, ferro), zuccheri e carotenoidi.

Lo sciroppo di datteri si utilizza sovente per le affezioni delle vie respiratorie.

Raccolta e Conservazione

I datteri vengono raccolti tra agosto e settembre. Li troviamo per tutto l’anno sul mercato, ma da tempo vengono associati ai prodotti natalizi e consumati durante le festività.

Se essiccati, si possono conservare a lungo a 10 gradi in frigorifero, avendo l’accuratezza di lasciarli per un pò a temperatura ambiente (almeno un’ora) prima di consumarli.

Quando freschi, invece, deteriorano in poco tempo e vanno dunque consumati in breve. Ottimi i datteri freschi di provenienza iraniana, meno calorici dei secchi (perchè privi dello sciroppo di glucosio e dei conservanti) e più vitaminici.

Principali impieghi in cucina

Il dattero si presta ad essere consumato in tanti modi. Anzitutto al naturale, ma più spesso essiccato,poichè meglio conservabile e di sapore più dolce.

Il dattero ben si abbina a dessert, piatti dolci come puddings, torte, tajines marocchino, ka’ak arabo, può essere ricoperto di cioccolata o consumato disidratato.

Nel nostro paese si usa consumarne anche in abbinamento a formaggi come gorgonzola, caprino, roquefort, pecorino stagionato.

In Spagna, invece, è molto praticato l’abbinamento con il bacon. Una gustosa ricetta è il pane di datteri e noci, originario della Sicilia.  Interessanti anche gli abbinamenti con speck, arance, mandorle, panna.

Si utilizzano infine i datteri per farne ottimi sciroppi come il Jallab, sciroppo arabo all’acqua di rose.

Il consiglio: chutney di arance e datteri.

Note e curiosità

I beduini sono ghiotti di una particolare varietà di datteri, del tipo “da amido”, che usano per preparare il noto “pane del deserto”.

In Spagna la città di Elche ospita un grande palmeto da datteri (il maggiore in Europa) patrimonio dell’UNESCO.

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