Cicoria (Cichorium intybus)

Cicoria (Cychorium intybus)

Francese: chicorée; Inglese: chicory, Spagnolo: achicoria; Tedesco: gemeine.

Caratteristiche generali

La cicoria è una pianta perenne della famiglia delle Asteraceae.  Ha rizoma ingrossato, fusto alto anche un metro e ricoperto soprattutto in basso di peli setolosi. Le foglie basali hanno forme variabili, quelle del fusto sono via via più piccole. I fiori sono di colore azzurro, mentre il frutto è un achenio lungo attorno ai 2 mm.

Varietà e diffusione

La cicoria cresce spontanea, nel nostro paese, in località erbose anche vicine alle zone montane. E’ anche coltivata, in diverse varietà. Molto apprezzati il radicchio rosso di Chioggia e quello di Treviso.

Si tratta di una specie polimorfa, presente dunque in numerose varianti. Tante le varietà, che includono la cosiddetta “Cicoria da foglia“, la “cicoria del caffè” etc.

Con il termine cicoria si indicano generalmente tutta una serie di piante (radicchio rosso, indivia, catalogna) della famiglia delle composite.

Proprietà

100 g di cicoria cruda (10 Kcal) contengono:

  • 0,7 g di carboidrati;
  • 0,2 g di grassi;
  • 1,4 g di proteine;
  • 3,6 g di fibre;

La pianta è ricca di principi attivi.

La droga estratta dalla pianta e dalle radici ha proprietà digestive, amaricanti, coleretiche, depurative e diuretiche. Con le foglie si può preparare un ottimo infuso depurativo.

Raccolta

La raccolta delle foglie avviene tra maggio e giugno, nel secondo anno di vegetazione, e prima che abbia luogo la fioritura.

Principali impieghi in cucina

In cucina si impiega la cicoria per farne ottime insalate, utilizzando foglie fresche o cotte. Indicata anche per le zuppe, è un cibo indicato (radici bollite) per i soggetti diabetici.

Numerosissimi piatti a base di cicorie rientrano oggi nella cucina tipica regionale.

Il nostro consiglio: cicoria in padella.

Note e curiosità

Il nome della pianta deriva probabilmente dall’arabo o dall’egizio. La cicoria, infatti, è nota sin dagli albori dell’umanità. Plinio il vecchio ne parla in relazione agli egizi, mentre il medico e saggio greco Galeno ne consiglia l’assunzione per le malattie del fegato.

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