Viola mammola (Viola odorata)

viola

Viola mammola (Viola odorata)

Francese: violette; Inglese: viola; Spagnolo: violeta; Tedesco: veilchen.

Caratteristiche generali

La viola mammola è una pianta erbacea della famiglia delle Violaceae. Ha rizoma corto da cui si dipartono stoloni che, strisciando sul terreno, danno vita a nuove piante dopo aver messo radici.

La pianta ha foglie con margine dentato e lembo ovale o reniforme; il fiore, caratterizzato da un forte profumo, ha la corolla composta da 5 petali di colore violetto o porpora.

Stagione e diffusione

In Italia la viola cresce prevalentemente in località boschive o erbose, dal mare alla montagna, soprattutto al Centro-Nord. Fiorisce due volte l’anno, tra Gennaio ed Aprile.

Proprietà

La droga estratta dal rizoma e dai fiori della viola ha proprietà sudorifere, diuretiche, tossifughe, espettoranti, emollienti, lassative e decongestionanti.

Raccolta

La raccolta dei fiori avviene alla sbocciatura, tra febbraio e maggio. Prestare attenzione all’atto della raccolta, verificando che la località non sia stata irrorata con erbicidi ed altre sostanze, e lavando bene i fiori.

Questi ultimi vanno in seguito essiccati al buio, e conservati in recipienti di vetro preferibilmente al riparo da fonti luminose.

Principali impieghi in cucina

Con i fiori si preparano solitamente infusi e sciroppi, consigliati per irritazioni delle vie aeree.

Le foglie della viola si possono utilizzare, assieme ai fiori, nelle insalate, stando attenti però a non mangiarle da sole.

I fiori sono ottimi canditi e si utilizzano anche per farne gelati.

Le viole candite/glassate erano molto amate da Federico II di Svevia. Si realizzano immergendo i fiori una miscela di acqua e zucchero lasciato imbiondire; in seguito si lasciano asciugare e si servono, meglio se in accompagnamento a dolci o caffè.

I fiori essiccati si utilizzano come aromatizzanti per il the nero.

Note e curiosità

Le viole sono anche note come “fiori di San Sebastiano” , come suggerito da un noto proverbio piemontese e lombardo che collega l’apparizione del fiore all’avvento della primavera.

Altre storie e leggende popolari hanno reso la viola un simbolo di modestia e pudore.

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