Timo (Thymus vulgaris)

Timo (Thymus vulgaris)

Francese: thym; Inglese: thyme, Spagnolo: tomillo; Tedesco: thymiane.

Caratteristiche generali

Il timo è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Si presenta come un piccolo arbusto, alto fino a 30 cm con fusto molto ramificato, rami chiari, foglie allungate e piccole, romboidali verso l’infiorescenza. I fiori spuntano all’apice dei rami in spighe, il frutto è composto da 4 acheni situati sul fondo del calice.

Varietà esistenti

Il genere Thymus include più di 300 specie.

Stagione e diffusione

Il timo è arbusto tipico dei paesi mediterranei. In Italia cresce anche in prossimità delle montagne, ma predilige il mare ed i luoghi assolati e rocciosi.

Proprietà

Il timo ha proprietà aromatizzanti, balsamiche, digestive, depurative, anticatarrali, tossifughe, stimolanti, antisettiche, revulsive.

Ottimo per preparare infusi e tinture, è noto per le sue proprietà antisettiche, grazie alle quali se ne fa uso nella conservazione dei cibi o per la disinfezione dell’intestino.

Raccolta e Conservazione

Del timo si utilizzano le infiorescenze e le foglie. Entrambe possono essere essiccate depositandole in luogo adeguatamente ombreggiato ed areato.

E’ consigliabile prelevare le foglie durante la fioritura, per via dell’aroma più intenso che assumono.

Principali impieghi in cucina

Molto usato in cucina, il timo è tra gli ingredienti principali della cucina mediterranea, araba e caraibica, e si può consumare fresco o essiccato.

Utilizzato per insaporire gli arrosti, il pesce, per le zuppe, con le patate o le uova, si ritrova spesso in abbinamento ad altre erbe.

Si accompagna volentieri con i funghi, il sugo e gli oli aromatici.

In Francia è tra i componenti delle note herbes de Provence.

Inoltre è utilizzato nella preparazione di vini aromatici e liquori.

Note e curiosità

Il timo era tra le piante utilizzate dagli Egizi nelle pratiche di imbalsamazione.

Il nome scientifico del timo (thymus) deriva da una parola greca che significa “coraggio”, ed è un probabile riferimento all’antica abitudine dei soldati romani di lavarsi con acqua di timo per tonificare il corpo.

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