Tamarillo (Cyphomandra betacea)

Tamarillo (Cyphomandra betacea)

Francese: tamarillo; Inglese: tamarillo; Spagnolo: tomate de àrbol; Tedesco: tamarillo.

Caratteristiche generali

Il tamarillo è il frutto dell’omonima pianta della famiglia delle solanaceae.

Originaria del Sudamerica, la pianta si presenta come un arbusto alto anche 5 metri, con foglie carnose e cuoriformi, di notevoli dimensioni. Sviluppa fiori di color lavanda o rosa, che fioriscono da settembre a febbraio alle nostre latitudini.

Il frutto è una bacca, di colore che oscilla tra giallo, rosso e viola, di forma ovoidale ed apice a punta. All’interno la polpa ha colore giallo crema o tendente all’arancio, ed ospita numerosi piccoli semi.

Il sapore è vagamente agrodolce, a tratti simile al pomodoro, al kiwi o al frutto della passione.

Stagione e diffusione

Il tamarillo è molto diffuso in Sudamerica anche allo stato selvatico, in particolare in Perù, Argentina e Brasile.

Valori nutrizionali e Proprietà

Il frutto è ricco di potasso e magnesio, oltre alle vitamine A1, B1, PP e C.

Conservazione

I frutti si possono conservare anche per 3 mesi a una temperatura che si aggira attorno ai 3 gradi, mantenendo inalterati gusto e proprietà organolettiche.

Principali impieghi in cucina

In cucina il tamarillo si presta ad essere consumato fresco, utilizzato per ottenerne un succo, da mescolare volendo al succo di altri frutti, e marmellate.

Il modo migliore per mangiare un tamarillo è tagliare in due parti il frutto e consumarne la polpa con un cucchiaio. In alternativa possiamo cospargerlo di zucchero o di aceto balsamico. La buccia, precisiamo, non è commestibile.

In alcuni paesi questi frutti sono utilizzati a fini prevalentemente decorativi nelle insalate con il radicchio, o in abbinamento alle mele negli strudel. In paesi come la Colombia e l’Ecuador si prepara un succo dolce mescolando succo di tamarillo ad acqua e zucchero.

Note e curiosità

Il tamarillo è conosciuto anche come “albero dei pomodori”. In Italia è stato introdotto soltanto nel 900, ma non ne esistono vere e proprie coltivazioni.

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