Santoreggia (Satureja ortensis)

Santoreggia (Satureja ortensis)

Francese: sarriette; Inglese: summer savory; Spagnolo: ajedrea de jardín; Tedesco: Sommer-Bohnenkraut.

Caratteristiche generali

La santoreggia è una pianta erbacea della famiglia delle Lamiaceae, originaria dell’Asia Occidentale.

Ha fusto alto sino a 30 cm e molto ramificato, foglie opposte lanceolato-lineari, fiori disposti a gruppi anche di 6, con corolla tra il bianco ed il bianco rosato.

Il frutto è composto da 4 acheni collocati sul fondo del calice.

Varietà esistenti

Tra le specie di santoreggia più utilizzate, ricordiamo la Satureja spicigera, detta invernale, Satureja hortensis, o santoreggia estiva e la Satureja montana.

Stagione e diffusione

La santoreggia cresce in campi e luoghi aridi fino ai 1300 metri di quota. In Italia la troviamo soprattutto nel Centro-Nord, coltivata o allo stato selvatico.

Proprietà

La santoreggia ha proprietà aromatizzanti, antispasmodiche, digestive, purificanti e stimolanti.

E’ utilizzata per farne ottimi infusi e tinture digestive, per il mal di gola o la flatulenza.

Conservazione

La raccolta della santoreggia avviene in estate, nel periodo della fioritura, recidendo le parti aeree della pianta poco prima del livello del terreno ed eliminando parti secche e legnose.

Le foglie si utilizzano fresche ed essiccate. Il processo di essiccamento avviene all’ombra, ragguppando in piccoli strati i mazzetti.

Principali impieghi in cucina

In gastronomia la santoreggia trova un ampio impiego per il caratteristico aroma pungente, utilizzata con legumi, verdure, uova, carne e pesce.

La pianta è utilizzata anche per la preparazione di liquori alle erbe ed aromatici o in profumeria.

Molto popolare in Canada, è apprezzata ed utilizzata in una grande varietà di piatti nella cucina Bulgara, spesso assieme al sale e alla paprika.

Note e curiosità

La santoreggia è conosciuta anche come Erba acciuga, Erba spezia, Erba pepe e Dragon.

Il nome santoreggia deriva dal latino satyrus, satiro, in riferimento a presunte proprietà afrodisiache della pianta.

Pare che questa, tra l’altro, fosse particolarmente amata da Luigi 14, il noto Re Sole.

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