Rucola (Eruca sativa)

Rucola (Eruca sativa)

Francese: roquette; Inglese: rocket; Spagnolo: oruga; Tedesco: garten-senfrauke.

Caratteristiche generali

La rucola è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Brassicaceae. Ha foglie oblunghe lanceolate disposte alternativamente, più strette se superiori, dal caratteristico odore pungente. I fiori spuntano su sottili steli ed hanno colore bianco o giallo. Sono riuniti in racemi.

L’altezza complessiva della pianta può raggiungere e superare i 50 cm.

Varietà esistenti

La ruchetta selvatica o diplotaxis è una varietà di rucola molto rimile all’eruca sativa, coltivabile e commestibile. Ha sapore più piccante della rucola e cresce selvatica.

Il genere diplotaxis include diverse specie.

Stagione e diffusione

La rucola cresce dal livello del mare sino agli 800 m d’altezza circa  nell’area mediterranea, prediligendo terreni dal substrato sabbioso. L’Italia è tra i paesi in cui la coltivazione è più diffusa.

Proprietà

Ricca di vitamina C e potassio, la rucola presenta inoltre un buon contenuto di sali minerali. Tra le altre proprietà, è conosciuta per favorire la digestione, stimolare l’appetito e aiutare il fegato.

Raccolta e Conservazione

All’acquisto la rucola deve avere foglie tenere e fresche, dai bordi definiti e non troppo grandi. Va lavata e bene e può essere consigliata per un paio di giorni in frigo in sacchetti bucherellati. Si può tenere con il gambo immerso in acqua come i fiori freschi per diversi giorni.

Principali impieghi in cucina

Molto apprezzata in cucina, la rucola è ottima cruda, consumata per il suo caratteristico sapore piccantino e speziato.

Utilizzata in insalate, insalate di patate, sulla pizza o nei primi piatti, da cotta entra in salse e zuppe, o può essere pestata con parmigiano e pinoli per farne un condimento per la pasta.

Nel medio Oriente con i semi della rucola si prepara una particolare mostarda.

In slovenia foglie di rucola si accompagnano al buon formaggio burek.

Sull’isola di Ischia, nel golfo di Napoli, si produce il rucolino, un liquore alcolico digestivo caratteristico dell’area.

Note e curiosità

Già i romani apprezzavano la proprietà di questa pianta, cui erano attribuite qualità magiche e proprietà afrodisiache. La sua coltivazione, infatti, aveva luogo in terreni consacrati a Priapo. Ovidio la ritenne “erba lussuriosa”, Plinio ne esaltò le sue proprietà di stimolante per il “desiderio del coito”, Discoride precisò che da cruda “destava venere”.

La fortuna della rucola come afrodisiaco proseguì anche nel Rinascimento, epoca in cui si narra della rinuncia al voto di castità di numerosi monaci che avrebbero ingerito un liquore alla rucola.

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