Nespola (Eriobotrya japonica)

nespole

Nespola (Eriobotrya japonica)

Inglese: loquat; Francese: nèfle du Japon; Spagnolo: níspero japonés; Tedesco: wollmispel.

Caratteristiche generali

La nespola è il frutto del nespolo (Eriobotrya japonica), comunemente noto come nespolo del giappone e da non confondere con il nespolo comune. L’albero, alto sino a 10 metri, è un sempreverde, ha foglie tormentose ed in primavera si carica di frutti gialli e carnosi.

Stagione e diffusione

Di origini cinesi, il nespolo fu introdotto in Giappone dove rapidamente si naturalizzò, sino a diffondersi in India e nei paesi circostanti.

Il nespolo è diffuso anche come pianta ornamentale, e coltivato in più varietà nel nostro paese.

Varietà esistenti

Numerose le cultivar, dalle locali alle internazionali. Tra le più note, la nespola di Trabia, la Precoce di Palermo, la Mogi, la Vaniglia, la Early red e la Champagne.

Proprietà

100g di nespole contengono 28 Kcal e, nell’ordine:

0,4 g di Proteine,

0,4 g di Grassi,

6,1 g di Carboidrati,

2,1 g di Fibre.

I frutti contengono inoltre una percentuale d’acqua che supera l’80%.

Raccolta

La raccolta delle nespole avviene tra aprile e giugno, stando attenti a staccare i frutti dal peduncolo con delicatezza.

Principali impieghi in cucina

In cucina le nespole sono consumate prevalentemente fresche o utilizzate in macedonie e composizioni di frutta fresca.

Si utilizzano le nespole, inoltre, per farne conserve o frutta caramellata, marmellata, salse o torte.

In Sicilia si produce una rarità, il miele di fiori di nespolo, molto noto anche all’estero.

Sul versante dei salati, ancora, la nespola ben si presta ad accompagnare pesce e carni bianche.

Infine, ma non ultimi, i liquori:

– il nespolino, delizioso liquore che è possibile ottenere dai gustosi frutti del nespolo.

– grappe, elisir ed il noto ratafià francese.

Note e curiosità

In Grecia il nespolo era sacro a Cronos, divinità non sempre benevola, mentre nel medioevo conobbe una certa fortuna tra maghi e stregoni.

Il nespolo cinese si ritrova invece menzionato in molta letteratura orientale, in particolare i poemi di Li Bai. In Italia era conosciuto, probabilmente, già prima dell’800.

Il nome Eriobotrya deriva da “erion”(peloso), con riferimento all’aspetto dei grappoli di nespole prima della maturazione.

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