Jackfruit (Artocarpus heterophyllus)

Jackfruit (Artocarpus heterophyllus)

Francese: jacquier; Inglese: jackfruit; Spagnolo: panapén; Tedesco: jackfrucht.

Caratteristiche generali

Il jackfruit è il frutto dell’omonimo albero, appartenente alla famiglia delle Moraceae.

Sempreverde, alto sino a 20 metri, l’albero ospita in abbondanti quantità questi grossi frutti, il cui peso può superare anche i 30 chili!

I jackfruit si presentano con una buccia ruvida e spinosa, molto simile al durian, e contengono una parte fibrosa all’interno della quale sono “immersi” tanti piccoli similfrutti dalla buccia gialla, che a loro volta ospitano un singolo nocciolo.

La polpa del jackfruit è lattiginosa e bianca, l’odore molto penetrante, che ricorda la cipolla marcia all’apertura del frutto o la banana per le parti commestibili al suo interno.

Varietà esistenti

Nel sud dell’India i jackfruit sono classificati in due grandi famiglie: Kooza pazham, più adatti al mercato ed al consumo, e Koozha chakka.

Ampio anche il numero di cultivar e varietà, tra le quali citiamo la Black gold, la Cochin, la Golden Pillow, la Mia 1 e la Golden Nugget.

Stagione e diffusione

Il jackfruit, nativo di India, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka (o alcuni sostengono della penisola Malese), è coltivato in Asia, Australia, in Africa, alle Hawaii, in Brasile, in India, in Giamaica, a Suriname ed altri paesi.

In Indonesia e nel Bangladesh è considerato frutto nazionale.

Valori nutrizionali e Proprietà

100 grammi di jackfruit fresco (98 Kcal) contengono:

  • 1,9 g di proteine;
  • 0,3 g di grassi;
  • 25 g di carboidrati;

Il frutto è una buona fonte di vitamina B1, vitamina B2 e potassio. ha inoltre proprietà lassative, specialmente se ingerito in grande quantità. I semi crudi sono tossici, e vanno dunque bolliti.

Raccolta e Conservazione

Dopo essere stato raccolto il jackfruit tende a deteriorarsi velocemente a temperatura ambiente. Ragion per cui va conservato in frigorifero.

Nei paesi di origine è spesso venduto nei mercati, già tagliato in porzioni abbondanti.

Principali impieghi in cucina

Quando il jackfruit non è maturo si può cucinare come un tubero di patata, bollito. La parte commestibile sono i piccoli cuori gialli contenuti nel frutto, che spesso si ritrovano in vendita separatamente.

Una volta maturo, è ottimo per farne macedonie, torte o in abbinamento con il gelato.

La cucina asiatica fa un ampio uso del jackfruit, in piatti caratteristici come il Gujjeda Kajipu (piatto indiano a base di curry) o il Kathal Sabzi. E’ consumato indifferentemente crudo o cotto, ma si trova in vendita anche essiccato.

Anche i semi sono commestibili, soltanto se ben cotti.

Il sapore del jackfruit ricorda a tratti l’ananas.

Note e curiosità

Il nome “jackfruit” deriva dal portoghese jaca, che a sua volta deriva da un termine malese, “chakka”.

Alcuni ritrovamenti archeologici in India testimoniano come la coltivazione del jackfruit fosse già praticata circa 6000 anni fa.

Il legno del jackfruit si utilizza per costruire strumenti musicali tipici della tradizione asiatica, ma anche per ricavare la tintura rosso porpora caratteristica delle tuniche dei monaci buddhisti.