Ciliegia (Prunus avium)

Ciliegia (Prunus avium)

Francese: cerise; Inglese: cherry, Spagnolo: cereza; Tedesco: kirsche.

Caratteristiche generali

La ciliegia è il frutto dell’albero di ciliegio (Prunus avium), conosciuto da più di due millenni nel bacino del Mediterraneo.

L’albero può avere altezza variabile sino a raggiungere i 30 metri, ha fusto dritto, foglie oblunghe ed in primavera si riempie di caratteristici fiori bianchi.

Il frutto, di colore rosso o nero in alcune varietà, è una drupa contenente al proprio interno un nocciolo.

Stagione e diffusione

Il ciliegio oggi è coltivato un pò ovunque, esclusa l’Africa. L’Italia è un grande produttore di ciliegie, ospitandone diverse varietà.

Varietà esistenti

Le ciliegie dolci si possono dividere essenzialmente in due categorie: le tenerine, dalla polpa appunto tenera, e le duracine, dalla polpa più consistente e dimensioni maggiori.

Tra le varietà nostrane più note le Nero, le Ferrovia, le Bigarreau, le Marce e le Anella.

Proprietà

100g di ciliege dolci contengono 63 kcal e:

0,9g di Proteine,

0,3g di Grassi,

13,3g di Carboidrati

Quando maturo il frutto contiene vitamina B1,B2,C ed E, fluoro, calcio, potassio, magnesio e fosforo.

Raccolta e Conservazione

La raccolta avviene da Giugno ad Agosto.

Se tenute in frigo, le ciliegie van conservate per non più di tre giorni.

Principali impieghi in cucina

In cucina le ciliegie trovano largo impiego: consumate piacevolmente fresche, facendo attenzione a non ingerire il nocciolo, si prestano anche ad esser conservate sotto spirito, o utilizzate nella preparazione di sciroppi, marmellate e succhi.

Rientrano inoltre nella composizione di salse, canditi, sorbetti, mostarde e numerosi liquori (cherry brandy, ratafià, maraschino)

In pasticceria l’abbianamento con la cioccolata ed i piccoli pasticcini è frequente.

I più temerari potranno osare accostamenti con il salato, accompagnando piatti di carne con salse alla ciliegia.

Il nostro consiglio: fagottini di pasta frolla, gorgonzola e ciliegie.

Note e curiosità

I primi utilizzi del ciliegio a scopo alimentare risalgono sicuramente alla civiltà Egizia. Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, citò la pianta, probabilmente introdotta in Italia dal proconsole Lucullo.

San Gerardo dei Tintori, patrono di Monza, è anche protettore dei ciliegi.

“Ciliegia” deriva dal latino cerasum.

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