Cavolini di Bruxelles (Brassica oleracea gemmifera)

Cavolini di Bruxelles (Brassica oleracea gemmifera)

Francese: chou de Bruxelles; Inglese: brussels sprout, Spagnolo: coles de Bruselas; Tedesco: rosenkohl.

Caratteristiche generali

Il cavolino di Bruxelles è il germoglio della Brassica oleracea, pianta della famiglia delle Crocifere conosciuta come cavolo.

Questi germogli hanno forma globulare, colore verde e nascono raggruppati su uno stelo alto sino ad 1 metro. La pianta è biennale ed è in grado di produrre, da sola, anche 100 piccoli cavoli.

Varietà esistenti

In commercio troviamo tre tipologie principali di cavolini di Bruxelles: la  “nano“, caratterizzata da germogli rotondi e fitti, la “comune” e la “medio del mercato“. Le altre varietà includono cavoli più o meno precoci.

Tra le varietà, differenziate per dimensioni e taglia del cavolo, abbiamo la Sigmund, la Frigostar, la Jade Cross e la Rampart.

Stagione e diffusione

La coltivazione dei cavolini di Bruxelles avviene principalmente in Europa (Francia, Inghilterra, Olanda), in aree dal clima mite in inverno.

La raccolta ha luogo tra settembre e dicembre.

Valori nutrizionali e Proprietà

I cavolini di Bruxelles contengono vitamina A, B6, C, potassio, sodio, calcio, magnesio e fosforo.

100 g di cavolini apportano circa 30 Kcal.

I germogli hanno inoltre proprietà antianemica, antiulcera e disintossicante.

Conservazione

All’acquisto scegliamo germogli sodi e compatti, dalle foglie carnose e non aperte e dal colore vivace.

Conserviamoli in frigo per non più di 5 giorni, lontani dalla frutta (che rilascia etilene) in sacchetti di plastica bucherellati.

Se intendiamo congelarli preoccupiamoci di sbollentarli per circa 5 minuti.

La pulizia si effettua eliminando le foglie in superficie e mettendo eventualmente a bagno i germogli in dell’acqua tiepida mista a sale grosso.

Principali impieghi in cucina

Il cavolino di Bruxelles va consumato esclusivamente cotto, lessato o gratinato. Ottimo per accompagnare piatti a base di carne, si può condire con besciamella, parmigiano, burro fuso, o ridurre in purea assieme alle patate.

Ottimo anche cotto al vapore, entra volentieri nei primi piatti.

Il sapore amarognolo consente l’abbinamento con cibi più dolci come i ceci o le castagne.

Note e curiosità

E’ probabile che, nonostante il nome, i cavoletti di Bruxelles siano originari dell’Italia. L’importazione in Belgio sarebbe opera dei legionari romani.

[photo | Flickr]