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Arancine, le originali sono solo “made in Palermo”, diffidate dalle imitazioni. Iniziamo dal riso

riso


Carissimi amici di Ginger & Tomato, fra qualche giorno sarà Santa Lucia e nella mia amata Palermo, è usanza festeggiare questo giorno mangiando le arancine (no arancini e nemmeno supplì, arancine, è così che si chiamano, e le originali sono solo made in Palemo!) oltre che la “cuccia” (grano cotto e condito in un modo particolare che mi auguro potervi illustrare quanto prima).

Le arancine sono delle palline di risotto, e non di semplice riso, più o meno grandi, e ripiene di ciò che si vuole, dal dolce al salato; le arancine, una volta ripiene, vanno passate in una pastella, poi in del pan grattato e infine fritte in olio bollente e, cosa importantissima, le arancine vanno mangiate assolutamente calde!

Oggi, cominciamo con spiegarne la base, vale a dire il riso.

Come fare il riso per le arancine palermitane “originali” salate.

Cosa molto importante, il riso va fatto la sera prima


riso per arancine salate


2 e mezzo kg. riso per arancine o per risotti (bandita ogni altra alternativa) | 2/3 cipolle bianche | 5 dadi vegetali | 2/3 bustine zafferano | abbondante olio extravergine d'oliva | q.b. sale | q.b. pepe | 150 gr. burro
Fate soffriggere la cipolla tagliata piccolissima (potreste anche frullarla) in olio bollente, facendo attenzione a non farla bruciare, aggiungete il riso a crudo e fatelo tostare; considerate che dovrà imbrunirsi; aggiungete i dadi e coprite con il doppio di acqua (es. per 2 kili e mezzo di riso, servono 5 litri di acqua) e non dimenticate di aggiungere lo zafferano e una spolverata di pepe.
Cuocete il riso in base al tempo indicato sulla confezione e secondo le vostre abitudini. Io lo cucino a fuoco spento dopo che ha raggiunto l'ebollizione perchè utilizzo le pentole della IMCO. Se cucinate il riso a fuoco acceso, state attenti a non farlo asciugare troppo.
Togliete il riso un minito prima della fine della cottura, mantecatelo con del burro e disponetelo su dei vassoi per farlo raffreddare, avendo cura di girarlo di tanto in tanto e, se è il caso, di idratarlo con dell'olio (senza eccedere, il riso deve rimanere appena morbido, non bagnato).
Lasciate raffreddare il riso per almeno 12 ore

Negli articoli dei prossimi giorni vi illustrerò in che modo fare alcuni ripieni, come fare la pastella, e in che modo fare le arancine dolci al cioccolato….





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4 Commenti Scritto da Roberta Chiarello
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Commenti:

Sono stati scritti 4 commenti su "Arancine, le originali sono solo “made in Palermo”, diffidate dalle imitazioni. Iniziamo dal riso"

  1. Ishtar

    Ciao Roberta, non sapevo che oltre ad essere omonime, fossimo pure conterranee. Gli arancini li adoro e quando li prepariamo in casa ne produciamo quantità incredibili, quelli che avanzano li congeliamo. Attendo con ansia le ricette dei vari ripieni e soprattutto quelli al cioccolato ;)

  2. Roberta Chairello

    @ Ishtar:
    heheeheh ebbene si, devo dire che anche io ne faccio sempre una quantità esagerata….le distribuisco ad amici e parenti e ciò nonostante me ne rimangono sempre una marea…..ma le adorooooo…e poi io oltre alle classiche ne invento sempre di nuove…..vedrai ;) …..bhè quelle al cioccolato poi…..credimi sono fenomenali…per chi ama poi il cioccolato fondente come la sottoscritta….. ;)

  3. Tea

    …ma gli arancini non sono originari di Catania? Io pensavo il nome venisse appunto da piccole arance, e la zona dove si producono le arance è la piana di Catania.

  4. Roberta Chiarello

    azz….Tea…. domanda da 100 milioni di dillari…… :) ammetto che non lo so!….o meglio, io so che sono nate a Palermo, ma effettivamente anche la tua teoria è plausibile!…..Scolta, facciamo una cosa, parliamo di arancine Siciliane, perchè siciliane lo sono di certo e nessuno potrà mai contestarcelo ;) …..che ne dici?





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