Pasta con i broccoli alla palermitana, per imbandire le tavole delle nostre feste natalizie
Questo piatto, in siciliano, viene chiamato “pasta chi vruoccoli arriminati”, dove “vruoccoli” ovviamente sta per broccoli, e “arriminati” sta per mescolati.
Viene servita espressa, vale a dire fatta e servita o, “arripusata” cioè riposata, nel senso che, molte persone, soprattutto nei periodi di festa, tendono a cucinarla la mattina, ad infornarla, e, a servirla, riscaldata, sotto forma di timballo, a pranzo o a cena.
Oggi, io ve la propongo espressa, ma, qualora voleste farla a timballo (arripusata) basterà, ungere una teglia, cospargerne il fondo con il pan grattato abbrustolito, versargli sopra la pasta mischiata con il condimento (arriminata), coprire il tutto con il restante pan grattato (che in siciliano viene chiamato: "muddica atturrata" ) e parmigiano, ed infornare a 180° per 15/20 minuti. Se poi volete davvero osare, prima di portarla in tavola, fatela dorare appena (in questo caso dovrete prima di infornarla, mettere dei fiocchetti di burro sparsi sulla superficie) accendendo il grill.
Pasta con i broccoli alla palermitana
Pulite molto bene il broccolo (foto 1) e tagliatelo a ciuffetti (foto 2). Mettete l’uvetta a reidratarsi in acqua (foto 3 e 4).
Fate rosolare, in poco olio, la cipolla (foto 5) e contemporaneamente, aggiungete l’acciuga (foto 6) che dovrete far sciogliere per bene (foto 7). Unitevi i ciuffetti di broccolo fate rosolare, fino a quando le verdure non assumeranno un bel colore verde vivo, aggiungete lo zafferano (foto 9) la salsa di pomodoro (se avete il concentrato di pomodoro è meglio) (foto 10), la passolina, i pinoli, il sale ed il pepe (foto 11); amalgamate (foto 19), aggiungete l’acqua (foto 20) e fate cuocere a fuoco medio.
A parte, fate scaldare l’olio e grattugiategli dentro la cipolla (foto 12), fatela imbiondire (foto 13), aggiungete l’acciuga (foto 14) e, anche stavolta, fate in modo che quest’ultima si sciolga completamente (foto 15); unitevi il pan grattato, poco per volta (foto 16), prestando attenzione a non smettere di mescolare (foto 17), in quanto il pan grattato tende a bruciarsi molto in fretta! Non appena il pan grattato avrà raggiunto un bel colore dorato (foto 18), toglietelo subito dal fuoco e riversatelo in un contenitore (non lasciatelo nella padella, perché questa, essendo calda, lo farebbe bruciare).
Buttate la pasta in abbondante acqua salata e unitevi lo zafferano (foto 21) e, una volta cotta, scolatene l’acqua di cottura (tenendone sempre da parte, minimo una tazza) e riversatela (foto 23) sul condimento (foto 22).
Mescolate delicatamente, spolverate con pepe, parmigiano e con il pan grattato che avevate messo da parte prima, e servite molto calda.- foto 1
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E come vino, visto il sapore dolciastro della nostra pasta, vi potrei consigliare un I.G.T. bianco siciliano, il Cariddi dei vitigni Grecanico ed Inzolia, dal colore giallo paglierino e dai riflessi verdognoli.
L’odore di questo vino è particolarmente gradevole per via delle sensazioni floreali e del richiamo all’anice stellato.
Al palato appare secco, caldo e molto fine. Ovviamente servitelo freddo.
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Scritto da Roberta Chiarello









































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