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  • 23
  • feb
  • 2008

Il miele, l’oro delle api. Di timo, di erica, di lavanda o millefiori

Citando un romanzo di Maxence Fermine dal titolo “L’apicoltore”:
Le api possono morire d’amore per un fiore.
Le api possono morire d’amore.
Le api possono.
In verità io non so niente di quel che possono le api.

Anch’io mi sento di poter affermare di non saper niente di quel che possono le api, ma una cosa che di certo possono è quella di produrre lo splendido nettare dorato che noi tutti conosciamo, il miele.

Per chiarire meglio il significato del miele, citando sempre lo stesso romanzo: “ il miele è un sole che si coltiva, e per fare un buon sole ci vuole tempo” , non a caso gli antichi greci lo chiamavano il nettare degli dei.


Non c’è modo migliore di iniziare una giornata che con una fettina di pane abbrustolito con sopra un bel cucchiaio di miele, in questo modo siamo sicuri di aver incamerato energie sufficienti per buona parte della giornata.

Il miele, infatti, è un alimento molto energetico, tanto da essere considerato il carburante degli sportivi, che può contenere dal 70 al quasi 100 percento di sostanze zuccherine.

Glucosio e fruttosio, i principali zuccheri contenuti nel miele, vengono, infatti, metabolizzati dal nostro organismo in modo differente. Il glucosio fornisce energia che può essere utilizzata immediatamente, mentre il fruttosio costituisce una riserva energetica, perché il suo metabolismo è più lento.

Aromi, profumi e caratteristiche del miele differiscono in funzione del tipo di nettare raccolto dalle api. La varietà del fiore influisce sulla tipologia del nettare e quindi sulla qualità del miele.

Tramite analisi chimico-fisiche, olfattive e gustative il miele è differenziato in due tipologie principali:

  • millefiori, nel caso in cui è stato ottenuto dal polline di più varietà di fiori
  • monofloreale, ottenuto cioè dalla trasformazione del nettare di un fiore specifico.

I tipi di miele monofloreali, indubbiamente, più conosciuti sono: il miele d’agrumi, dai sapori e dagli odori tenui che ricordano il gelsomino, il floreale ed il fruttato; il miele di castagno, con il tipico colore ambrato dalle varie sfumature, dagli odori forti e penetrante ed il sapore pungente e più o meno amaro ed il miele d’acacia, delicato nei profumi e nei sapori, il più delle volte è usato come dolcificante naturale.

Altre qualità di miele monofloreale meno conosciute sono:

  • miele di lavanda, con aroma intenso ma molto fine e dal sapore speziato
  • miele di erica, l’erica è una specie dalla quale le api ricavano un ottimo miele di colore ambra con tonalità arancioni
  • miele di eucalipto, di un bel colore ambrato di media intensità, e dal sapore forte e gradevole
  • miele di tiglio, con la tipica nota mentolata, resina di pino e dal sapore con un leggero retrogusto amaro
  • miele di timo, dall’odore e dal sapore molto forte ed intenso

Infine ricordiamoci che il miele oltre ad essere un ottimo alimento da accompagnare alla frutta, ai dolci o ai formaggi, è un ottimo ed antichissimo rimedio naturale contro tosse e raffreddore.

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Commenti:

Sono stati scritti 2 commenti su "Il miele, l’oro delle api. Di timo, di erica, di lavanda o millefiori"

  1. [...] saranno esposti ed offerti agli appassionati alcuni dei prodotti migliori della Sabina, dal miele all’olio [...]

  2. [...] industriosi insetti, famosi per il miele e per l’importante ruolo svolto dall’impollinazione nel mantenimento degli equilibri [...]




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